Il mio Pagliaccio!

Il mio pagliaccio!

di Romantica Vany e King Lear

Ehi mascherina, chi sei mascherina?
Mascherina somigliante
e straniera anche.

Il tuo dire m’attrae
e un po’ a te mi lega;
mi piace il tuo modo
di condurre il gioco,
così continuo a misurare
i passi che mi separano
dal metterti a fuoco.
A te mi nego, poi torno
intensamente. Mi espongo
porgendoti con sottomissione
le mani e faccio un poco confusione.
Col faccino sporco di stelle brillanti
strillo a pieni polmoni una canzone
e tu stecchito dal liquore
t’infili nella musica inscenando
il Ballo degli Spaventapasseri.

Crepe crepe hai la faccia
e tra una gobba e l’altra
ridi facendo decollare
al mio cospetto
un suono di grand’effetto.

Poi t’aggiusti la parrucca
e a squarciagola te ne vieni fuori
con un “E la madonna!”,
benché la voglia più ovvia in te
sia di ridere e cantare.
Pagliaccio, ecco che cosa sei.
Sei il mio pagliaccio brontolone,
il tenero pagliaccetto
che a notte fonda
al petto stringo forte forte.

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