I desideri si pagano. Felice Muolo (introduzione di Giuseppe Iannozzi – illustrazione di copertina: Valeria Chatterly Rosenkreuz) – acquista su Lulu.com

I desideri si pagano

Felice Muolo

introduzione di Giuseppe Iannozzi

illustrazione di copertina: Valeria Chatterly Rosenkreutz

Questo romanzo è un noir mediterraneo. Le prime due parti sono la riscrittura di Complanare putta e Cristo non si corica, già pubblicati.

Nuova edizione, riveduta corretta e ampliata

la vetrina di Felice Muolo su Lulu.com

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Disponibile anche come ebook

ebook

qui in formato ebook a 1,99 Euro

Introduzione di Giuseppe Iannozzi

Quel che più sorprende leggendo Felice Muolo è la felicità narrativa, sempre trasparente, che pervade ogni suo scritto, una felicità che ritroviamo anche in questo noir mediterraneo, I desideri si pagano.

I desideri si pagano - Felice Muolo

I desideri si pagano – Felice Muolo

Felice Muolo è abile costruttore di trame, che non scade mai nella volgarità gratuita né in una ridondanza splatter per illustrare, con le parole, scene talvolta crude o violente. L’abilità del narratore è di portare nero su bianco una storia dove il sangue c’è e così pure la torbidezza criminale, senza però mai urtare la sensibilità del lettore. Limitandosi a imbeccare il suo pubblico con ironiche e poetiche metafore, l’autore lascia al lettore il compito d’immaginare ciò che lui non dice. Felice Muolo ha fatto sua la lezione di maestri del genere quali Arthur Conan Doyle e Agatha Christie, non mira dunque mai e in nessun caso a scandalizzare il pubblico con scene macabre o truculente. Quando queste ci sono (e potete metterci la mano sul fuoco che ci sono) sono sempre sottointese o giusto accennate, con umana pietas. Una scelta di stile questa. Sarebbe forse stato più facile per lo scrittore presentare i dettagli dell’omicidio, come oggi va di moda, ed invece l’autore si è impegnato a scrivere un’avventura, che, con buone probabilità, non scandalizzerà ma che di certo terrà avvinti gli amanti del noir (e non solo) sino all’ultima pagina.

Felice Muolo

Felice Muolo

Felice Muolo racconta una storia che inizia un po’ come tutte le storie, per rivelare presto che desiderare è peccato, e lo è in ragione del fatto che chi desidera non può fare a meno di macchiarsi le mani di sangue.

I desideri si pagano è perfetto ritratto sociologico dei nostri tempi, oscuri sì, ma che Felice Muolo inquadra con temperamento ironico e scherzoso, lasciando sottintendere che il crimine, per quanto freddo possa essere, non è per sua natura mai perfetto, perché, sempre, alla fine, vuoi il Caso vuoi la Provvidenza, gli assassini dovranno fare i conti con la giustizia e con Dio.

I desideri si pagano - Felice Muolo

I desideri si pagano – Felice Muolo

I desideri si paganoFelice Muolo – introduzione di Giuseppe Iannozzi – immagine di copertina Valeria Chatterly Rosenkreuz – pagine 214 – 1ma edizione – ISBN 9781291413861 – prezzo: € 12, 14

con preghiera di diffusione preghiera

Generazione di perplessi di Roberto Saporito. Recensione di Nicola Vacca

Generazione di perplessi

Roberto Saporito

Edizioni della Sera

Generazione di perplessi - Roberto Saporito

Generazione di perplessi – Roberto Saporito

Recensione a cura di Nicola Vacca

Edizioni della SeraAdoro gli scrittori che non seguono affatto la logica del mercato e si sentono liberi di pubblicare soltanto quello che hanno voglia di scrivere.Roberto Saporito è uno di questi. Vi consiglio di leggere “Generazione di perplessi (Edizioni della sera). Diciannove racconti scritti e pensati in punta di penna, graffianti e intelligenti. L’autore dà voce ai perplessi, che altro non sono che i disincantati alle prese con la difficile progettualità della propria esistenza.Roberto sa usare la giusta misura dell’arte del racconto per inchiodare il lettore, con uno stile essenziale, ai duri e crudi fatti dell’ esistenza.Con una leggerezza da Lezioni americane, Roberto scrive della vita e di nient’altro. Lo fa magistralmente e ognuno si sentirà toccato da queste pagine. Perché ci raccontano dal vero nel tempo in cui nulla sembra avere alcun senso, e il disincanto resta il modo più intelligente per stare al mondo.Da leggere assolutamente perché non è un libro accomodante e Roberto Saporito è un narratore vero che come il protagonista di un suo racconto scrive tutto come viene alla mente, tutto senza filtri, senza neanche “pensare” a quello che si sta scrivendo, ma scriverlo e basta.

Generazione di perplessi – Roberto Saporito – Edizioni della Sera – Collana: Emozioni di carta – Pagine: 118 – ISBN: 978-88-97139-08-9 – Prezzo: € 11,00

Angeli caduti. Racconti? si può! Laura Costantini intervista Beppe Iannozzi. Leggi l’intervista

Angeli caduti. Racconti? si può!

Laura Costantini intervista Beppe Iannozzi

Leggi l’intervista sul sito dell’editore Cicorivolta

cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_iannozzi30.htm

o anche qui e qui

Cicorivolta edizioni

Laura ZG CostantiniIannozzi Giuseppe

acquista dall'editore

Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

acquista dall'editore ''Angeli caduti'' di Beppe Iannozzi (Giuseppe Iannozzi)

Angeli caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioni

Angeli caduti – Beppe Iannozzi – Cicorivolta edizioni

con preghiera di diffusione

Racconti? si può! Laura Costantini intervista Beppe Iannozzi

Racconti? si può! Laura Costantini
intervista Beppe Iannozzi

di Laura Costantini (*)

L’intervista è stata pubblicata online, in prima battuta, su www.scrivendovolo.com (ScrivendoVolo – il sito per gli amanti della scrittura e della lettura), qui. – g.i.

Laura ZG Costantini

Laura ZG Costantini

Ho iniziato a leggere la raccolta “Angeli caduti” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta Edizioni) con un atteggiamento misto di diffidenza e curiosità. Conoscevo in parte la scrittura di Iannozzi, avendolo letto, anche a livello narrativo, sul web e mi chiedevo se avrebbe retto, con il suo stile peculiare, un intero volume. Soprattutto di racconti. Perché, diciamolo, le antologie monomarca qui in Italia non sono ben viste, soprattutto se l’autore non è il bestsellerista di turno. Ma ho letto, con attenzione. E ho scoperto che il livello è alto, la volontà è quella di sperimentare, stupire, sconcertare il lettore. Spesso i finali lasciano a chiedersi quale sia il messaggio e sembra di vedere l’autore sogghignare tra le righe perché forse, proprio come nella vita reale, non c’è. Oppure è inintelligibile. Lo stile spazia da passaggi altamente poetici a un compiaciuto gusto per la volgarità e su tutte le storie grava come una coltre di piombo una visione oscura e priva di speranza del futuro. Molti tra i racconti appaiono in bilico tra fantascienza e distopia, con atmosfere che rimandano ai passaggi più cupi della Strada di McCarthy. Ma sul sottofondo scorre potente una vena ironica che pone l’autore nel ruolo di narratore onnisciente che si fa beffe del lettore e del suo sconcerto. E l’insistenza per gli aspetti più bassi dell’umana fisicità, con cessi incrostati di merda e piscio e bocche sdentate ricettacolo di colonie di scarafaggi, sembrano un invito a non prendere troppo sul serio gli apocalittici scenari che ci vengono proposti.

Queste le impressioni. Ma vediamo se Iannozzi è d’accordo.

1. La quarta di copertina ci avverte che saremmo davanti a una “testimonianza fra le più dinamiche e intense della nostra narrativa contemporanea”. Il lavoro delle quarte di copertina è quello di magnificare i contenuti ma, secondo te, che dobbiamo aspettarci dalla narrativa contemporanea, a parte Iannozzi?

iannozzi giuseppe

iannozzi giuseppe

E’ fuor di dubbio che scopo delle quarte di copertina è di rendere appetibile il lavoro di un autore al più vasto bacino di lettori. Questo accade per tutti i libri, siano essi pubblicati da un grande editore o meno. Il mio lavoro rifugge da qualsiasi etichetta e dal semplicismo. Personalmente mi annoio a morte quando mi tocca di leggere romanzi il cui plot è da cliché. Sono dell’opinione che della tanta narrativa che oggi viene sfornata non rimarrà alcunché: ahinoi, siamo di fronte a una proliferazione incontrollata di libri-fotocopia. Di ciò se ne può rendere conto chiunque: entri in libreria e vieni azzannato alla giugulare da romanzetti su improbabili vampiri. Siamo invasi da vampiri, zombie, pseudo-romanzi storici su l’Impero Romano e il Medioevo. In ogni caso penso che sì, siamo ben vicini al livello di saturazione, i lettori sono sempre più scontenti di dover spendere per delle storie scritte a tavolino e male per giunta.
C’è della narrativa, talvolta della Letteratura che merita d’esser letta con profonda attenzione. Antonio Scurati, Michele Mari, Giuseppe Culicchia, Diego Cugia, Pietrangelo Buttafuoco, Isabella Santacroce, ad esempio, sono autori di tutto rispetto che, in un questo particolare momento storico-sociale, sanno dare un significato sincero alla narrativa italiana, questo perché riescono a evadere dai facili stereotipi che un certo mercato editoriale tende a imporre. C’è sostanza e stile nelle loro storie.
Quel lettore che volesse affrontare la lettura di Giuseppe Iannozzi, di certo non si troverà a contatto con degli stereotipi pseudo-letterari, né gli sarà tanto facile etichettarmi.

2. Ventuno racconti, due tempi, 229 pagine. Angeli caduti è una raccolta corposa. In Italia si legge poco e si vende meno, soprattutto le antologie. Perché allora questa scelta?

ANGELI CADUTI - BEPPE IANNOZZI - CICORIVOLTA EDIZIONI

ANGELI CADUTI – BEPPE IANNOZZI – CICORIVOLTA EDIZIONI

Gli italiani leggono poco. Colpa è del sistema scolastico ma anche delle famiglie che non tengono in nessun conto la cultura, per cui non fanno degli sforzi per instillare nei propri figli l’amore per i libri. Una generazione che rinnega la cultura, poco ma sicuro che è una generazione destinata alla sconfitta e alla schiavitù, per sua scelta costretta a sottostare alle idee altrui, a credere obbedire e combattere o nel nome del fascismo o in quello dello stalinismo.

Nel 1958, Dino Buzzati vinceva il premio Strega con la raccolta “Sessanta racconti”. Oggi a portare a casa il premio sono librettini di nessun valore. L’ultimo premio Strega, meritato al cento per cento, risale al 1990, “La chimera” di Sebastiano Vassalli.

“Angeli caduti” è una raccolta di racconti: la loro peculiarità è di far vivere intere vite nello spazio ridotto di poche pagine. Molti racconti, inizialmente, erano stati concepiti per essere dei romanzi. C’è voluto non poco lavoro per ridurre a una misura essenziale le storie. A mio avviso, scrivere un buon racconto è più difficile che non scrivere un romanzo, di seicento o mille pagine anche. In un romanzo lo scrittore può allungare la storia, può anche perdersi all’interno di essa, e soprattutto può permettersi di commettere un certo numero di errori di diversa natura, e di divagazioni superflue; il racconto invece deve arrivare al lettore bell’e confezionato, rinunciando a tutto ciò che è superfluo.

“Angeli caduti” accoglie e raccoglie vite e ritratti di vite, di persone, che, in un modo o nell’altro, hanno cercato di essere felici combattendo il sistema, il Grande Fratello che li avrebbe voluti inquadrati obbedienti e sottomessi. Tutti i personaggi che sono in “Angeli caduti” sono delle persone che lottando per la felicità sono cadute nell’oscurità più profonda del proprio Io.

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L’ultimo segreto di Nietzsche. Thriller storico esoterico di Beppe Iannozzi (Iannozzi Giuseppe) – Cicorivolta edizioni

L’ultimo segreto di Nietzsche

thriller storico esoterico

Beppe Iannozzi

Cicorivolta edizioni

anteprima

L'ultimo segreto di Nietzsche

L’ultimo segreto di Nietzsche

Sinossi

Richard Wagner

Richard Wagner

Il filosofo di Ecce homo nonché dell’Anticristo si trova a Torino. E’ il suo soggiorno torinese, la capitale italiana che vedrà purtroppo sbocciare quella pazzia che per anni lo accompagnerà sino alla drammatica morte. A Torino Nietzsche si trova per completare i suoi scritti, ma anche per allontanarsi da Richard Wagner che ha disconosciuto dopo che questi ha dato vita al Parsifal, tradendo, secondo Friedrich W. Nietzsche, la loro idea di non lasciarsi sottomettere dal cristianesimo e dall’ebraismo. Nietzsche non riesce ad avere dei buoni rapporti con le donne, per questo è costretto a frequentare i postriboli, anche quelli torinesi. Appena uscito di casa, su invito, un giorno decide di recarsi a una seduta spiritica: ci va per curiosità, tanto più che è uno degli argomenti del momento, nonostante la cosa lo interessi poco o niente. Mentre si reca all’appuntamento sulla sua strada incontra uno strano personaggio, Absu Imaily Swandy. Vuole la leggenda che Absu sia in realtà un uomo venuto da un altro pianeta. Absu e Friedrich hanno un breve scambio di battute in strada, dopodiché le loro strade pare che si dividano. Purtroppo per il filosofo, dopo la seduta spiritica comincerà a manifestare i primi segni di pazzia fino ad arrivare al punto di abbracciare un cavallo arringando il suo padrone. Ma l’esplosione più forte di pazzia ce l’ha in casa: come un satiro comincia a suonare malamente il pianoforte gridando “Dioniso o Gesù crocifisso”.

sacra sindone

sacra sindone

La scena si sposta ai giorni nostri: un giovane, dopo aver seguito il suo percorso di studi, sulla sua strada incontra un vecchio compagno. Il giovane è un tipo schivo, chiuso, misantropo, uno che non ama e che non nutre alcuna fiducia nell’umanità. Gianni, vecchio compagno del giovane protagonista, è un fascista. I due si odiano. Gianni gli racconta del suo amore per casa Savoia e blatera di come, a sua detta, sarebbe in atto un tentativo per trafugare il Sacro Lino, la Sindone. Parla e straparla. Il giovane protagonista lo manda a quel paese credendo così d’aver chiuso per sempre con lui. Così non sarà. Poi il destino vuole che incontri anche un’altra vecchia conoscenza, una certa Maddalena. Maddalena non è più la ragazzina strafottente che il giovane protagonista aveva conosciuto sui banchi di scuola, è difatti una tossica persa, malata di Aids. I due si incontrano e bene o male riprendono il dialogo là dove tanti anni addietro l’avevano lasciato. Maddalena ha avuto anche dei rapporti sessuali con Gianni. Maddalena gli racconta della sua vita, di come è caduta in basso, ma soprattutto si paragona a una strega perché malata di Aids e scansata da tutta la società. I due cominciano a peregrinare insieme lungo le strade storiche di Torino, mentre Maddalena gli racconta anche di quando le streghe (le lamie) erano in Piemonte. Gli racconta di come furono processate e con quali capi d’accusa.

Absu Imaily Swandy

Absu Imaily Swandy

Asbu Ismaily Swandy è tornato. Se ne occupa la Stampa, ma anche Panorama e diverse testate giornalistiche americane. Il suo ritorno fa scendere in campo persino Dino Buzzati che decide di scrivere un pezzo su questo enigmatico personaggio. Nell’intanto il giovane protagonista sta studiando per diventare giornalista, nonostante sia il suo animo quello di un filosofo. Concentrato sul razionalismo, il giovane protagonista par essere la reincarnazione di Friedrich W. Nietzsche, anche se non osa ammetterlo. Vede però accanto a sé il suo doppio, un simulacro che gli parla e lo istruisce. Un giorno anche lui incontra Absu e come Nietzsche gli tributa poca o nulla importanza. Tuttavia dovrà ricredersi perché Absu pare abbia un piano per rubare la Sacra Sindone. Dice che gli appartiene.

Il tragico epilogo della vicenda si avrà in cima alla Mole Antonelliana, dove verrà messo a nudo l’ultimo segreto di Friedrich W. Nietzsche. Un segreto così terribile che se fosse rivelato all’umanità questa cadrebbe nel tempo d’un batter di ciglia.

1 – Chi è l’editore… nuovamente Cicorivolta?

In prima battuta sì, nuovamente Cicorivolta edizioni. Il nuovo romanzo, per il momento, ha per titolo “L’ultimo segreto di Nietzsche”.

Non ho più pubblicato, per mia volontà, per venti anni buoni dopo il mio esordio letterario, che comunque non val la pena di ricordare: ero allora un ragazzo, uno stupido a dirla tutta, per cui il mio primo lavoro non conta, non significa nulla per me, e, deo gratias, neanche per la critica.

Il ritorno sulla scena letteraria in veste di scrittore è stato grazie alla lungimiranza di Cicorivolta edizioni, che ha da subito creduto in me e nel mio lavoro “Angeli caduti”.

2 – Hai accennato alla storia di un giovane giornalista. Per caso si tratta di un romanzo autobiografico, o almeno in parte?

I personaggi principali sono tre: Friedrich W. Nietzsche, Absu Imaily Swandy e un giovane giornalista. Ci sono tanti altri personaggi minori che interagiscono con i protagonisti, ma, or come ora, credo non sia il caso di dire di più.
Il mio Nietzsche è a Torino, proprio nel periodo in cui manifestò i primi allarmanti segni di pazzia.

UFO su Torino

UFO su Torino

Di Absu Imaily Swandy si può dire, in maniera riduttiva, che è una sorta di leggenda, un personaggio che esiste o che è esistito, se non altro perché nell’autunno del ’73 il Sidereal Intercontacts Centre (Sic) annunciò la sua venuta definendolo il “Grande Maestro”. Se si vuol dar credito alle voci che sono circolate sul suo conto, Absu Imaily Swandy avrebbe qualcosa come 256 anni e sarebbe un uomo proveniente da un altro pianeta, da una civiltà simile alla nostra ma molto molto più avanzata.
E c’è un giornalista, alle prime armi. E’ un giornalista, uno dei tanti. Non sono però io. Il giovane giornalista che incontrerà Nietzsche ed Absu Imaly Swandy non è un personaggio costruito su di me. E’ una mera invenzione letteraria.
Ci sono però dei piccoli spunti semiautobiografici, sparsi nel corpo del romanzo: li ho inseriti perché, bene o male, sono degli accadimenti comuni, banali, di tutti i giorni, e che conferiscono un certo realismo a una avventura che è una commistione di avventura, esoterismo e filosofia. Non siamo dunque di fronte a un romanzo autobiografico.

3 – Quanto tempo fa è stato scritto?

La prima stesura risale a circa dieci anni fa. E’ rimasto nel cassetto. Era un lavoro troppo complesso, non commerciale, con troppi riferimenti culturali ad accadimenti storici che non tutti conoscono. Purtroppo viviamo in un paese dove la Storia viene studiata poco e male. E inoltre la prima versione mutuava molti elementi del cut-up tipico della scrittura di William Burroughs, ma anche stilemi propri della Beat Generation. Non era dunque un romanzo che si potesse proporre a un editore, e quand’anche qualcuno si fosse preso la briga di pubblicarlo, oggi come oggi, non avrebbe incontrato il favore dei lettori, oramai abituati perlopiù a leggere trame leggere e scorrevoli.
L’ultimo segreto di Nietzsche”, nella sua versione attuale, è un lavoro completamente diverso rispetto alla prima stesura. Partendo dall’idea originale è stato riscritto per un buon settanta per cento. Non è stato un lavoro per niente facile: ma credo d’esser riuscito a creare un romanzo alla portata di tutti, una avventura divertente senza troppi fronzoli da intellettualoide. Ci tengo comunque a sottolineare che non è neanche un lavoretto scritto alla boia d’un giuda: lo stile c’è, il mio (che, nel bene e nel male, credo sia inconfondibile), e ci sono non poche chicche, leggende, storie reali che mi hanno tenuto occupato parecchi anni per reperirle e amalgamarle insieme in maniera conveniente.

4 – A che genere di pubblico ti rivolgi con questa tua nuova opera?

Torino - portone del Diavolo

Torino – portone del Diavolo

“L’ultimo segreto di Nietzsche” è un romanzo d’avventura, come ho già detto. Vuole divertire il pubblico, portarlo a conoscere una Torino misteriosa, esoterica, invasa da streghe, diavoli, letterati un po’ fuori di cranio. Torino, ancor oggi gode d’una strana fama, quella d’esser uno dei maggior centri di alcune sette sataniche, oltreché esser una città con non poche case che si dice siano infestate dai fantasmi. Un lavoro sulla falsariga dei romanzi di Dan Brown? Sì, è anche questo “L’ultimo segreto di Nietzsche”. Mi rivolgo dunque a tutti coloro che amano questo genere di letteratura. Che lo si voglia o no, Dan Brown, con il suo “Codice da Vinci” ha aperto la strada a questo tipo di letteratura, che è oggi quella che va per la maggiore. Un romanzo commerciale ma non banale. Non c’è violenza, non ci sono scene forti che potrebbero far arricciare i capelli agli animi più sensibili, e quando c’è del sesso questo è trattato con molta delicatezza. Niente di bukowskiano dunque. Direi che è un romanzo per tutti, né più né meno.

5 – Progetti futuri?

Sto finendo la stesura de “La lebbra”, un romanzo sull’islamofobia. Alcuni capitoli sono apparsi online. Chi ha letto i primi capitoli non è rimasto deluso, almeno così mi è parso. Il romanzo è oramai in dirittura d’arrivo, devo solo decidere chi fra i protagonisti lasciare in vita e chi invece no.

Sono stati inoltre già acquistati i diritti per il prossimo romanzo, che vedrà la luce, probabilmente, nel 2014, “Il disegno del diavolo“.

Attualmente sto lavorando a una ampia ed esaustiva biografia sul grande regista Damiano Damiani, che uscirà per Il Foglio Letterario di Gordiano Lupi. E’ un lavoro non poco impegnativo, in quanto voglio presentare al pubblico una biografia completa, con particolari e dettagli inediti, oltreché a dettagliate schede sui film del grande regista.

C’è comunque molta altra carne al fuoco. Ne dirò prossimamente.

Vittorio Sartarelli. Intervista all’autore per ”Eventi Rimembranze e Personaggi della Memoria” – Iannozzi Giuseppe

Vittorio Sartarelli

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frecciaLeggi anche la recensione di Iannozzi Giuseppe al libro di Vittorio Sartarelli

1. Dunque, Vittorio Sartarelli, Eventi rimembranze e personaggi della memoria è la tua ultima fatica, racconti della giovinezza, della memoria. Quale l’impellente necessità di consegnare al lettore questi racconti memorialistici, in un momento storico che tende a seppellire il vecchio credendo che la tecnologia sarà il futuro più giusto e sicuro per l’umanità?

Vittorio Sartarelli - Eventi Rimembranze e personaggi della Memoria

Vittorio Sartarelli – Eventi Rimembranze e personaggi della Memoria

Personalmente, penso che faccia bene parlare del passato, quando non è utile e addirittura necessario, l’ho sempre  scritto sin dalle mie prime pubblicazioni ed è un pensiero, questo, ribadito da molte persone certo molto più qualificate ed esperte di me. Non c’è futuro senza passato, tutti noi in fondo, di là del fatto fisico, biologico o intellettivo, siamo la testimonianza vivente del nostro passato, in noi c’è tutto un universo di storia, di scienza, di progresso e d’umanità acquisito attraverso i secoli se non i millenni. Certo, attualmente viviamo un periodo buio e difficile della nostra vita, ma non è solo puntando sulla tecnologia che vi potrà essere un futuro più giusto e sicuro per l’umanità, è necessario che il progresso sia accompagnato da ideali ed interessi che riguardano tutto il consesso sociale che ha bisogno di aiuto, assistenza, benessere ed amore. Soffermarsi, quindi, a ricordare com’eravamo ci aiuta a vivere nel presente e, sicuramente, ci sarà utile per il futuro. La storia, le esperienze, le eredità del passato unite alle conquiste di oggi, saranno d’incentivo alle prossime generazioni per costruire un futuro che dovrà essere, per il bene di tutti, sicuramente migliore.

2. Possiamo dire, Vittorio Sartarelli, che sei tu, soprattutto, un cronista della vita? E se sì, per quali ragioni?

Certo, anzi è così che mi piace auto definirmi, come ho avuto già modo di affermare, per me lo scrivere oltre che un piacere dello spirito è una gratificazione per l’intelletto, è come poter mettere a nudo la propria anima facendone defluire sentimenti, esperienze, ricordi che, tutto sommato, possono essere utili al lettore e, anche se nei miei racconti parlo del tempo che fu, questo non vuol dire che essi siano vecchi, stantii e inutili. Mi piace raccontare la mia vita che è piuttosto lunga, prima perché sono passati tanti anni dalla mia nascita e poi perché nel suo complesso non è stata una vita facile, con una serie numerosa, varia ed eterogenea di accadimenti che, via via, hanno accompagnato, segnato e, in fine, quasi concluso la mia esistenza. Ho detto quasi perché quest’anno ho compiuto settantasei anni, sono quindi ormai giunto all’ultimo periodo della vita, nonostante abbia ancora una discreta salute, un’energia che molti m’invidiano e una voglia infinita di vivere intensamente il tempo che mi rimane che, purtroppo, fa il suo corso e non si può fermare. Sono nato in una notte di tempesta con pioggia, vento, tuoni e fulmini da spettacolo pirotecnico, con un parto in casa, difficile che richiese l’intervento del medico, forse profetizzando, metaforicamente, quella che sarebbe stata in seguito la mia vita.

3. In alcuni tuoi racconti ritornano personaggi e situazioni che raccontasti nel tuo romanzo Una vita difficile. Ma: “Se è vero, come dicono, che la vecchiaia è l’età delle riflessioni, dei ricordi e, infine, della saggezza, Marco, che ha superato oramai i 70 anni, crede di aver recepito mentalmente che nella vita c’è un tempo per tutte le cose”. Nel racconto lungo, di mente e di cuore, “Viaggio in Italia”, Marco e Sara scoprono o riscoprono l’Italia. Chi sono oggi Marco e Sara? Com’è cambiata la loro vita? E: sono felici? O, in qualche modo, sono almeno un po’ soddisfatti di quello che sono riusciti a donare di sé agli altri, alle persone cui vogliono bene?

—- LEGGI TUTTO —-

Vittorio Sartarelli. Intervista all’autore per ”Eventi Rimembranze e Personaggi della Memoria” – Iannozzi Giuseppe.

 

Yoani Sánchez a Miami – Gordiano Lupi

Yoani Sánchez a Miami

Gordiano Lupi
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Yoani Sánchez

Miami, venerdì 28 marzo 2013 – Yoani Sánchez è arrivata a Miami nella serata di giovedì. Scrive su Twitter: “Eccomi a Miami. Voglio stare un paio di giorni con la mia famiglia prima di dare inizio al programma pubblico”. Poco dopo aggiunge: “Dopo anni di separazione finalmente ho potuto riabbracciare mia sorella. Ho rivisto la mia bella nipote, mia sorella, mio cognato! Che bella famiglia possiedo!”.

Il primo aprile, a Miami, Yoani riceverà la Medalla Presidencial, assegnata dal Miami Dade College (MDC) come riconoscimento per la sua attività in difesa dei diritti umani, inoltre la blogger terrà una conferenza davanti a studenti e leader comunitari. Il suo intervento sarà trasmesso in diretta Internet. La riunione avrà luogo nella emblematica Torre de la Libertad del MDC, simbolo dell’inizio dell’esilio cubano negli Stati Uniti, dopo l’ascesa al potere di Fidel Castro nel 1959. Mezzo milione di cubani in fuga sono entrati negli Stati Uniti negli anni Sessanta – Settanta proprio da quel sito simbolico. La Medalla Presidencial è stata assegnata in passato a persone come Lech Walesa, Michail Gorbachov, Bill Clinton, Muhammad Yunus, Madeleine Albright, José María Aznar e Alvaro Uribe.

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Lui passerà per il camino – Renzo Montagnoli

Lui passerà per il camino

Renzo Montagnoli

bambini

Fu un inverno freddo quello del 1944 e con tanta, troppa neve. Quando la guerra sembrava concludersi da un momento all’altro, il proclama di Alexander rivolto ai partigiani affinché sospendessero le ostilità raggelò tutti: gli italiani, inermi, privi di tutto, sfibrati dai bombardamenti alleati e che sopravvivevano solo nell’attesa della liberazione, nonché gli stessi coraggiosi che da un anno combattevano, con enormi sacrifici, sia in montagna che in pianura, contro i nazifascisti.
Questi ultimi, ormai consapevoli dell’esito della guerra, intensificarono invece le ostilità, con una brutalità senza precedenti di cui furono vittime sia gli uomini della resistenza che la popolazione civile. Fu intensificata, fra l’altro, la caccia agli ebrei, con esiti raccapriccianti e di uno di questi il paese serba ancor oggi, commosso, il ricordo.
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Alle cinque della sera – Renzo Montagnoli

Alle cinque della sera

Renzo Montagnoli

Alle cinque della sera

Era un pomeriggio afoso, di quelli che nemmeno il sottile respiro delle colline intorno a Ronda riusciva a rendere sopportabile.
Pablito si asciugò la fronte, madida di sudore, guardò l’orologio e vide che mancava ancora un po’ di tempo per la sua discesa nell’arena, fissata per le 17. Ancora un quarto d’ora, a ripensare al passato, dagli esordi ai trionfi; sì, perché lui era il più grande torero vivente e forse il migliore di tutti i tempi.
Sapeva unire la forza e la determinazione con la grazia dei movimenti, ballava intorno al toro, lo irretiva, lo incantava e, solo quando quel gioco di gambe e di braccia diventava superfluo, affondava la spada, poneva fine allo spettacolo, fra l’esultanza del pubblico.
Era passato molto tempo dalla sua prima corrida, ma non si sentiva vecchio, anzi aveva raggiunto quell’equilibrio che nella tauromachia viene considerato il maggior pregio per un torero, cioè la tranquilla consapevolezza delle proprie capacità.
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Vittorio Sartarelli Eventi Rimembranze e Personaggi della Memoria. Leggi la recensione

Vittorio Sartarelli

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e Personaggi della Memoria

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Iannozzi Giuseppe

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Vittorio Sartarelli - Eventi Rimembranze e personaggi della MemoriaEventi rimembranze e personaggi della memoria di Vittorio Sartarelli è un libro di racconti, o meglio di memorie, il più delle volte autobiografiche; ciò non dovrebbe comunque, e in nessun caso, indurre il lettore a storcere il naso. Se è sì vero che molto spesso tentare di far della Letteratura proponendo sé stessi, in qualità di protagonista principale o secondario, conduce a dei risultati vuoti di sostanza, autocelebrativi e solipsisti, tutto ciò non accade con Vittorio Sartarelli, che si rifà a una tradizione letteraria nobile quanto umile, e per la precisione a quella di Antonio Fogazzaro. Come ebbi già modo di sottolineare, recensendo Una vita difficile, “la storia di Sartarelli non è quella di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, non ci troviamo difatti immersi in una aristocrazia avviata verso il declino, bensì in una Sicilia rurale che si regge sulla Fede e la Provvidenza, dove il lavoro schianta la schiena e dove troppo spesso vivere significa sopravvivere. La Sicilia Occidentale degli anni Sessanta, che l’autore ci racconta, non è diversa da quella di oggi [...] tutto cambia, però a ben guardare nulla cambia mai realmente. Il cambiamento è mera illusione che giorno dopo giorno, da politicanti e vili mestieranti, viene sventolata davanti agl’occhi dell’opinione pubblica, troppo spesso incapace di penetrare le barriere dell’apparenza. Ecco dunque che la Sicilia potrebbe anche apparire una terra felice, senza grossi problemi. Così invece non è”.

LEGGI QUI LA RECENSIONE DI IANNOZZI GIUSEPPE

Giuseppe Iannozzi & Massimiliano De Menna. Appunti su gli Angeli caduti e l’editoria. LEGGI L’INTERVISTA SUL BLOG O SUL SITO CICORIVOLTA EDIZIONI

Giuseppe Iannozzi & Massimiliano De Menna

Appunti su gli Angeli caduti e l’editoria

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ANGELI CADUTI - BEPPE IANNOZZI (IANNOZZI GIUSEPPE) - CICORIVOLTA EDIZIONI

Cicorivolta edizioni

”Il disegno del Diavolo” di Iannozzi Giuseppe ha trovato il suo editore. Grazie di cuore a Tutte/i Voi…

Il disegno del Diavolo. Venduto

venduto

Il disegno del Diavolo, il romanzo che alcuni di Voi hanno avuto la fortuna di leggere online tempo addietro, è stato VENDUTO, vale a dire che ha trovato il suo editore.

Per non danneggiare in alcun modo l’editore che ha acquistato Il disegno del Diavolo, l’opera è stata rimossa dalla rete.

Ringrazio di cuore Tutte/i Voi, che avete avuto la bontà di leggere in anteprima il mio romanzo emozionandosi e spronandomi ad andare avanti.

Continuate a seguirmi per conoscere novità e anticipazioni, che di certo non mancheranno, su Il disegno del Diavolo, prossimamente in libreria in una edizione a dir poco diabolica!

Grazie di cuore a Tutte/i Voi.E, ovviamente, grazie infinite al mio editore…

Stay tuned for more details!

stay tuned

Iannozzi Giuseppe

Il disegno del Diavolo - Iannozzi Giuseppe 

Povero Battiato, «schiacciato dagli abusi» di genere. Firma la petizione per il suo reintegro

Povero Battiato, «schiacciato dagli abusi» di genere

Franco Battiato

La solita canea bipartisan pseudofemminista ha fatto fuori un artista e una persona perbene che lavorava gratis per lo Stato. Ma si può firmare on line per il suo reintegro 

«Povera patria! / Schiacciata dagli abusi del potere / di gente infame, / che non sa cos’è il pudore» recitava nel 1991 Franco Battiato. A distanza di più di vent’anni la situazione è di molto peggiorata. E ha fatto una nuova vittima. Lo stesso musicista catanese. [...]

LucidaMente

Leggi l’articolo integrale di su LUCIDAMENTE di Rino Tripodi:

http://www.lucidamente.com/22006-tripodi-povero-battiato-schiacciato-dagli-abusi-di-genere/

Per firmare in favore del reintegro di Battiato ad assessore: http://firmiamo.it/franco-battiato-rinominato-ancora-assessore/aftersign#signatures. http://firmiamo.it/l-appello-per-perdonare-battiato-de-ilfattoquotidiano-it.

Le immagini: composizioni apparse sui gruppi facebook di sostegno a Battiato (ad esempio, http://www.facebook.com/groups/345611292207072/ o il nostro http://www.facebook.com/groups/487554987977647/).

Rocco Papa e “I giorni del male Intervista all’autore” (Cicorivolta edizioni) – Iannozzi Giuseppe

Rocco Papa e I giorni del male

Intervista all’autore

Fonte: Iannozzi Giuseppe

Cicorivolta edizioni

I giorni del male - Rocco Papa

I giorni del male
Rocco Papa
(con una Prefazione di Paolo D’Amato)
Cicorivolta edizioni – Collana temalibero
ISBN 978-88- 97424-14-7
€ 12,00 – pp.206 – © 2013
in copertina, “Mein guter Kamerad”,
by Sebastiano Bongi Tomà
(il ramingo – www.sbtphotographer.eu)

cicorivolta dance1.  Rocco Papa, il tuo romanzo “I giorni del male” (Cicorivolta edizioni) ha subito ottenuto un grande riscontro di pubblico e di critica. Qual è stata la genesi de “I giorni del male”? Come è nato questo romanzo che io definirei un thriller storico?

La genesi di questo libro, come di quelli che ho chiusi nel cassetto o come quella del mio primo romanzo edito ormai sei anni fa, è avvenuta un po’ per caso. A me capita sempre così, magari un episodio, un racconto, un cognome o una scena vista in tv. In questo caso è stata proprio la scena di un telefilm sul rastrellamento dl Ghetto di Roma a ispirarmi. Non ricordo il titolo, ma lo hanno trasmesso alcuni anni fa e poi quella scena mi è tornata in mente e ho cominciato a “ricamare”.

Rocco Papa

2. Ne “I giorni del male”, ci siamo lasciati alle spalle da poco, davvero da poco tempo, il fascismo, il Duce e i repubblichini. Siamo negli anni Sessanta, e pare ormai lontano quel periodo storico che fu battezzato come ‘il miracolo economico italiano’. Lungo le strade si profilano le prime avvisaglie di un malcontento sociale. Ma Fred Buscaglione ha fatto girare la testa a tante ragazze, muore però in un tragico incidente automobilistico, il 3 febbraio 1960. Luca è il giovane protagonista del tuo romanzo. Chi è Luca? Come è nato il suo personaggio?

Il personaggio di Luca nasce come conseguenza diretta di ciò che ho appena detto. Non specifico altro per non svelare la trama. Posso però tracciare il profilo di Luca così come lo ha partorito la mia mente. Un ragazzo di diciassette anni, per certi versi sfortunato, a cui la vita e la guerra hanno tolto tanto, ma che è riuscito a ritrovare una serenità di vita grazie alle persone che gli vogliono bene, prima tra tutte sua nonna Ilde. Un ragazzo certamente normale, che rispecchia chiaramente la mentalità del 1960, molto più ingenuo dei diciassettenni di oggi. Luca comincia un viaggio alla ricerca della “verità”, un viaggio che tutti noi dovremmo fare per capire davvero chi siamo. Certo il suo percorso è molto accidentato, ma in fondo si tratta del personaggio di un romanzo.

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Maria Antonietta Pinna. Mister Yod non può morire (Edizioni La Carmelina) – intervista di Iannozzi Giuseppe

Intervista a

Maria Antonietta Pinna

Mister Yod non può morire

fonte Iannozzi Giuseppe

Mister Yod non puo' morire - Maria Antonietta Pinna

La Carmelina edizioni

Maria Antonietta Pinna su Facebook:

http://www.facebook.com/mariaantonietta.pinna.7

Mister Yod non può morire – Maria Antonietta Pinna – Edizioni La Carmelina – ISBN: 978 88 96437 384 – Prima edizione: nov 2012 – pagine: 84 – prezzo: 10 Euro

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1. Mister Yod non può morire (Edizioni La Carmelina) è una pièce teatrale, ma è soprattutto fare Letteratura impegnando le dramatis personae sul palco dell’umana esistenza, mettendo a nudo spigolosità e drammaticità delle medesime. Yod è il principale protagonista del dramma letterario che tu, Maria Antonietta Pinna, metti al centro dei tre atti che compongono la tua pièce. Chi è Yahveh o più semplicemente Yod? Forse un dio oscuro, il dio di quel popolo che si autodefinì eletto e che scatenò ordalie contro i popoli nemici? O, più modestamente, oggi come oggi, un dio impotente?

Ho iniziato a scrivere la storia di Mister Yod pensando ad una pièce sull’incomunicabilità, e subito mi è venuto in mente Dio, forse l’entità con cui la parola “comunicazione” assume in modo speciale un valore metafisico e monodirezionale. Volevo un Dio tutto umano, con esigenze terrene, afflitto da cronica stanchezza, aspirante ad un suicidio liberatorio, vittima e carnefice insieme, più che impotente, un vero e proprio non-sense, creato ad immagine e somiglianza dell’uomo, esattamente come il dio del popolo eletto, ma privo del terribile potere veterotestamentario. Yod è la divina personificazione dell’assurdo, un dio che si ribella al suo creatore, perciò decide arbitrariamente, da un giorno all’altro, di morire, sovvertendo le regole del gioco. Questo Dio è un tassello fuori posto che scompiglia la rigidità cristallizzata delle regole attraverso una riflessione su se stesso ed il mondo. La morte del dio, presente in tutte le cosmogonie che si rispettino, in questo caso è come un pretesto, il motivo occasionale dal quale prende l’avvio il viaggio di Yod nei vari atti della tragicommedia. Yod ha una fisicità che ricorda un po’ Zeus oppure il Dio cristiano dei calendari business, statura imponente, lunga barba bianca compresa nel prezzo e tunica lunga fino ai piedi. Tuttavia, nonostante le apparenze, è anche profondamente umano, troppo umano, come direbbe Nietzsche. Ha moglie, un figlio sposato, una madre sorda, un cugino, un’amante. Una famiglia litigiosa che da inizio alla vicenda con un dialogo tra il drammatico e l’ilare, basato su situazioni paradossali e su battute ad incastro che dovrebbero procurare nello spettatore un misto contraddittorio di divertente tristezza.

2. Credo non si possa parlare di Mister Yod non può morire come il tentativo di portare in scena un vero e proprio dio; Yod è una persona debole e annoiata, nonostante si professi immortale. Yod ha deciso di “farla finita”, anche con le idiozie della sua famiglia, che, ahinoi, non è neanche più in grado di riconoscere sé stessa.

Maria Antonietta Pinna

Se avessimo due teste il nostro dio probabilmente avrebbe due teste, se avessimo dieci dita in ogni mano, rappresenteremmo la divinità con le nostre stesse dita, idem se avessimo tre occhi, etc. In fondo non esiste un vero e proprio Dio. Esso è soltanto il riflesso delle paure, delle debolezze e delle caratteristiche umane. Quando gli uomini scoprirono che il maschio partecipava alla generazione, scalzarono l’antica Madre Terra, sostituendola con un dio fallico, confacente alle loro esigenze di dominazione della femmina. Il maschio ha costruito delle favole per far credere al popolo che fosse in grado perfino di partorire, esattamente come le femmine. Dio maschio crea Adamo (maschio), da una costola di Adamo nasce Eva. La donna generata dall’uomo. La costola che sostituisce l’utero in modo che il primato sociale dell’uomo venga confermato dalla religione. Dio è soltanto un misero specchio. Comunicare con se stessi è difficile, per questo i familiari non si conoscono e inscenano un dialogo assurdo per poi arrivare ad una agnizione finale che è puramente simbolica.
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ANGELI CADUTI di Giuseppe Iannozzi (Beppe Iannozzi). Laura ZG Costantini su aNobii scrive

Laura ZG CostantiniIn merito ad ANGELI CADUTI di Giuseppe Iannozzi (Beppe Iannozzi), Laura ZG Costantini su aNobii scrive:

* * *

Le tre stelle derivano dalla fatica che ho fatto per leggere tutti i racconti di questa raccolta. Il livello è alto, la volontà è quella di sperimentare, stupire, sconcertare il lettore. Spesso i finali lasciano a chiedersi quale sia il messaggio e sembra di vedere l’autore sogghignare tra le righe perché la sensazione è che un messaggio, proprio come nella vita reale, non ci sia. O sia inintellegibile. La scrittura spazia da passaggi altamente poetici a un compiaciuto gusto per la volgarità e su tutte le storie grava come una coltre di piombo una visione oscura e priva di speranza del futuro. Spesso i racconti sembrano in bilico tra fantascienza e distopia, la più cupa delle distopie, con atmosfere che rimandano ai passaggi più cupi della Strada di McCarthy. Ma sul sottofondo scorre potente una vena ironica che pone l’autore nel ruolo di narratore onnisciente che si fa beffe del lettore e del suo sconcerto. E l’insistenza per gli aspetti più bassi dell’umana fisicità, con cessi incrostati di merda e piscio e bocche sdentate ricettacolo di colonie di scarafaggi, sembrano quasi un invito a non prendere troppo sul serio gli apocalittici scenari che ci vengono proposti.

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Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni

ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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Piattezza e vuotezza preconfezionate nell’inferno di Silvia Montemurro – di Giuseppe Iannozzi

Piattezza e vuotezza preconfezionate
nell’inferno di Silvia Montemurro

fonte: Giuseppe Iannozzi

inferno

Un brutto libro, scritto con mezzi d’accatto. Preconfezionato.
Silvia Montemurro viene lanciata come un grande esordio letterario: peccato che di letterario nella scrittura della Montemurro ci sia soltanto la più spietata piattezza. Lo stile è ridotto all’osso, talmente scarno che è ben più che minimalistico. Periodi brevi o brevissimi, dialoghi teatrali ma di poco o nullo effetto e che, il più delle volte, stonano in bocca ai personaggi.

Tre ragazze, giovani e belline, di quelle che ti aspetti d’incontrare in una canzone degli Stadio (di Gaetano Curreri): all’apparenza acqua e sapone Elena, Vanessa e Samantha. Tre ragazze che si votano a Satana, per noia. Le tre sono legate, come sorelle. Apprendiamo del delitto da loro commesso attraverso stralci di diario che ricostruiscono alla bell’e meglio la vicenda.
Vanessa torna al suo paese dopo otto anni di lontananza; è tormentata, dai sensi di colpa!
Silvia invece è più ingenua vulnerabile e giovane delle tre assassine; lei è la “piccola”:

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I tanti fuochi mai a salve di Pietrangelo Buttafuoco – Giuseppe Iannozzi

I tanti fuochi mai a salve
di Pietrangelo Buttafuoco

Giuseppe Iannozzi

Pietrangelo Buttafuoco - Fuochi - Vallecchi editore

Pietrangelo Buttafuoco – Fuochi – Vallecchi editore

Vallecchi editore

Pietrangelo Buttafuoco - Fuochi - Vallecchi editoreSeppur con spirito pirandelliano, una grattugiata di Pan degli Angeli per il Cavaliere ed Eugenio Scalfari non manca, personaggi agli antipodi ma neanche poi più di tanto – entrambi prigionieri dei ruoli da loro stessi scelti e portati avanti con indefessa caparbietà, una caparbietà napoleonica, talvolta buona e altre no.
Fuochi di Pietrangelo Buttafuoco fruga tra le tante miserie e le poche fortune dell’Italia degli italiani mettendo a nudo la dilagante ipocrisia, ignobile virtù uguale tanto a destra quanto a sinistra. Indulgente dunque parlando di Berlusconi: il ritratto che ne fa è di un Don Giovanni bene in arnese, di cui gli italiani sarebbero invidiosi; ma se il Cavaliere è quel che è e non è giustificabile il suo settuagenario machismo – che ben più di uno mette in serio dubbio –, ancor meno giustificabili sono quelle donnine allegre che gli si concedono soppesando con sguardo avido le sue parti basse, per constatare però coi loro propri occhi quanto è gonfio il portafoglio.

Pietrangelo Buttafuoco

Pietrangelo Buttafuoco questo non lo dice, preferisce smorzare i toni intorno a possibili polemiche sulla virilità del Cavaliere, concedendo a questo farfallone una mise dannunziana, nonostante salti presto all’occhio che siamo di fronte a quella che è forse una patacca, a una prostata operata di brutto nell’ormai lontano 1997, per via di un cancro. Nel corso di una intervista concessa a Mario Calabresi (La Repubblica, 23 luglio 2000), il Cavaliere spiega: «Ero convinto di avere un male incurabile. E’ capitato nel maggio 1997, durante la campagna elettorale per le amministrative. […] Ero sul palco, in mezzo alla gente, ma parlavo con la morte nel cuore. La mattina dopo dovevo entrare in sala operatoria, non riuscivo a non pensarci, temevo che il male fosse incurabile. […] Invece, per fortuna, il male era localizzato ed è stato possibile combatterlo. Sono stati mesi da incubo, può immaginare come stavo, però ce l’ho fatta. Sono guarito, sono riuscito ad uscire da questo tunnel, a superare un pericolo di questo genere». E in coda all’intervista concessa spiega: «Ho dato alla mia vita un indirizzo diverso. Dopo la malattia sono tornato a lavorare con maggiore intensità, ma il cambiamento è stato un altro: oggi do meno importanza di un tempo alle cose terrene, ai soldi, alle proprietà. Dopo aver avuto paura di morire ed essere tornato alla vita ho trovato nuove energie. La vita in quei momenti cambia». Buttafuoco preferisce sottolineare che al Cavaliere piace la gnocca e non la gnocca travestita: «questo “dottore” di nome Silvio che non fa penitenza di tutto il bengodi che gli piove addosso e che non porta alcun cilicio, piuttosto il sorriso (come quando, a sera tardi, congedandosi dai carabinieri dice loro: “Beati voi che ve ne andata a casa a dormire, a me adesso mio tocca d’andare a scopare!”) ». E mette pure bene in evidenza che «l’assioma del potere sopra ogni cosa, persino sulle delizie della congiunzione carnale, in lui è ribaltato; sarà che gli piace il piacere al punto di preferire senz’altro il fottere al comandare […]». Le donne non mancano al dottor Berlusconi, soprattutto se, ciecamente, si è disposti a credere alla carta stampata, ai giornali che non mancano mai di riferire agli italioti le sue ultime (presunte) peccaminose conquiste. Ma un conto è ammirare le femminili bellezze, e tutt’altro conto è …!
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Felice Muolo – Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta (nuova edizione su Lulu.com) – introduzione e postfazione di Giuseppe Iannozzi

Felice Muolo – Quattro stracci, una rupia
e una bambola di cartapesta (nuova edizione)

introduzione e postfazione di Giuseppe Iannozzi

in evidenza

quattro stracci una rupia e una bambola di cartapesta - Felice Muolo

Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta

Felice Muolo

introduzione e postfazione di Giuseppe Iannozzi
2nda rivista e corretta – ISBN 9781291297782
formato cartaceo prezzo: 6 euro
ebook: 1,30 euro

http://www.lulu.com/spotlight/felicemuolo

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Dall’introduzione di Giuseppe Iannozzi: “Leggere Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta è il riuscito tentativo di andare incontro ai buoni sentimenti, a quelli più genuini che sopravvivono e resistono negli spiriti più nobili di questa nostra società, purtroppo, sempre più votata all’indifferenza e al cinismo, quando non addirittura a una ferocia fine a sé stessa.

Felice Muolo

La qualità più evidente di questo romanzo breve, o favola che dir si voglia, adatta sia a chi già adulto sia a chi invece giovane o giovanissimo, è la notevole e naturale sensibilità che l’autore, Felice Muolo, porta sulla pagina per raccontare ai posteri (ma anche per ricordare a sé stesso e alla sua felice famiglia) che l’amore esiste, che i sogni possono diventare realtà con un po’ di genuina volontà e speranza.

Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta è una di quelle rare storie che entrano nel cuore del lettore perché possano essere trasmesse ai propri figli, affinché non dimentichino mai che senza la speranza non è possibile alcuna parvenza di civiltà; e la speranza è la generazione futura, quella che (forse) riuscirà a costruire un mondo migliore e più vivibile. Proteggiamo dunque i nostri figli, sono loro difatti il futuro, una eternità tangibile e concreta a portata di mano. Una società che non sappia riconoscere l’importanza vitale che sono i figli, è una società il cui destino è di finire presto, dimenticata e sepolta tra i rifiuti che essa stessa ha generato illudendosi che tecnologia banche e capitali fossero il futuro”.

Di cosa parla il romanzo: Il tema trattato nel romanzo è di grande attualità. Una bambina indiana di nove anni parla della sua condizione di figlia adottiva, del suo inserimento in una famiglia italiana, dopo essere vissuta da tre a sei anni in un Istituto di bambini abbandonati, in India. Riferisce i suoi rapporti con il passato, con i nuovi genitori e gli attuali amici di scuola. Nell’imminenza del giorno della Prima Comunione, sogna di essere rapita da un indiano che intende riportarla in India. Nel sogno accadono altri episodi: il padre adottivo si sposa con una sua amichetta e la Madonna le parla. C’è il suo incontro con Lady Oscar e il ritrovamento della sua Barbie sottratta in India ecc. ecc.
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Felice Muolo. Intervista all’autore di ”Quattro stracci, una rupia…” e di molti altri libri – a cura di Giuseppe Iannozzi

Felice Muolo

Intervista

a cura di Giuseppe Iannozzi

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Amici lettori, amici di Felice Muolo, accattatevi il libro Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta.

La versione classica, cartacea, costa davvero poco, un prezzo ben più che popolare, solo 6 Euro.
Questo il link diretto per l’acquisto della versione cartacea:

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Per chi invece preferisce l’eBook, lo pagate meno d’un cappuccino. Udite udite, solo 1,30 Euro.
Questo il link diretto per l’acquisto dell’eBook:

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Felice Muolo

1. Felice Muolo, “Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta”, in prima battuta, uscì per l’editore Fermenti. A distanza di tre anni, hai deciso di renderlo di nuovo disponibile per l’attuale pubblico ma anche per i posteri. Qual è il motivo che ti lega così tanto felicemente a questo tuo romanzo?

Nessuno in particolare. Anche il primo romanzo che ho pubblicato è stato rieditato, addirittura tre volte, e cercherò di pubblicarlo di nuovo. Il fatto che i miei romanzi vengano pubblicati da piccoli editori penalizza la loro diffusione. Il mio obiettivo è che vengano letti da quante più persone possibili, in modo che mi senta ricompensato dalla fatica che ho impiegato a scriverli. Penso che i libri che nessuno legge siano inutili, hanno solo un effetto terapeutico sull’autore che li scrive. Ma limitarsi a questo ragionamento resta un fatto egoistico. La cultura deve coinvolgere quante più persone possibili.

2. “Quattro stracci, una rupia e una bambola di cartapesta” è, in parte, un romanzo autobiografico, ma l’attenzione che tu dedichi è tutta per Pragasi, per tua figlia. Pragasi è la protagonista assoluta. La domanda sorge spontanea dunque: i dialoghi sono un esclusivo parto della tua fantasia, o è diversamente?

Come in tutti i miei romanzi, anche in quest’ultimo la realtà e la fantasia procedono a braccetto. Caso contrario, non saprei come imbastire una storia che possa avvincere il lettore per farlo procedere nella lettura. In questo romanzo, a differenza degli altri, ho cercato di entrare nella testa di una bambina di nove anni per renderla credibile, adottando uno stile di scrittura che fosse letto con uguale partecipazione sia dai ragazzi che dagli adulti. Una esperimento che, dal risultato ottenuto, posso dire di aver portato a termine con successo.

3. Tua figlia, che immagino abbia letto più volte la storia che le hai dedicato, che cosa pensa di te padre-scrittore?

Mia figlia, che ora ha un’età adulta, sembra contenta di quello che ho scritto. Si è scaricato il testo sul computer e credo che di tanto in tanto va a rileggersi un pezzo. E’ come se le abbia restituito una parte dell’infanzia che considerava perduta. Penso che ogni persona sarebbe felice di leggere le vicende del proprio passato impossibile da ricordare. Forse per la prima volta di me come scrittore mia figlia pensa in modo positivo. Come padre non sa se io sia il massimo perché, dice, non ha avuto altri padri per fare un paragone.

4. Hai dichiarato: “Non scrivo più. Nessun rimpianto, nessuna accusa: ho tirato i remi in barca. Aver pubblicato un tot di libri è più che sufficiente. Ci sono precedenti illustri a confermarlo. Mi batte il cuore più a smettere che a continuare, perciò smetto con il cuore che mi batte”. Che significa?

Significa che sono deluso. Vedo tanti libri, di valore o meno, che vengono pubblicati con facilità da grandi e medie case editrici mentre io fatico a imporre i miei. Ritengo che sia inutile che scriva altri libri se fanno la fine dei precedenti. Ho deciso di ristrutturare quello che ho scritto sinora e riproporlo. In base ai risultati che otterrò forse potrò cambiare idea.

5. A tuo avviso, Felice Muolo, cosa dovrebbe cambiare nel sistema editoriale (italiano) che, di certo, per le sue scelte, soprattutto nell’ultimo decennio, non eccelle? Nostro malgrado le librerie sono oltremodo piene di scaffali di libri, di troppi libri scritti da dei perfetti non-scrittori, ex atleti, vallette, presentatrici televisive, cantanti dell’ultima ora (che non sono né cantautori né ugole d’oro), etc. etc. Perlopiù sono libri che non vendono, che nella più rosea delle aspettative finiscono nei remainders, e poco o nulla conta che a pubblicarli sia stato un grande editore.

Credo, ma posso sbagliarmi, che il sistema editoriale italiano sia uguale a quelli degli altri Paesi. Se in Italia si legge poco o niente, dipende essenzialmente dagli italiani. Nelle librerie, accanto ai cosiddetti libri spazzatura, ci sono buoni libri. Se i lettori preferiscono acquistare i primi, per magari neanche leggerli, invece dei secondi, la colpa non è attribuibile al sistema editoriale. Agli editori interessa solo vendere libri, buoni o cattivi che siano. Se si pubblicizzano massicciamente i libri spazzatura, evidentemente il gioco vale la candela: è molto più facile convincere un potenziale acquirente ad acquistare un libro che non leggerà mai che indurlo ad acquistare un libro che è determinato a leggere.

6. Tanti, tantissimi cervelli italiani hanno da tempo lasciato il Belpaese: il motivo è uno solo, l’Italia non porta gratificazione alcuna a chi sa fare, non spende per la ricerca scientifica. Lo stesso accade in campo editoriale: oramai, sol più cerca di portare sul mercato un prodotto che possa vendere al di là della qualità e della sostanza. Ahinoi, alcuni libri che finiscono al macero perché non hanno venduto, vengono subito ristampati da un altro editore; emblematico è il caso Giulio Mozzi, che con il suo ultimo lavoretto (d’una bruttezza ignobile), pubblicato per Mondadori, nel giugno 2012 finisce al macero: ma già oggi, nel mese di gennaio 2013, Mozzi è stato ristampato da Laurana editore. Tutto ciò per me non ha senso. Per te, ce l’ha forse?

Mozzi è una griffe, viene pubblicato a scatola chiusa. Per qualsiasi editore, averlo in catalogo è un valore aggiunto, venda o non venda le sue opere. Se azzardo una parodia servendomi del titolo del suo libro di cui parli, lui è l’ultimo a scendere dal treno perché se lo può permettere, dal momento che scende da parecchi treni, mentre io sono ancora in stazione con la speranza di prenderne uno. Recentemente, un editore ha respinto un mio manoscritto senza neanche leggerlo. E’ evidente che non sono una griffe, nonostante abbia pubblicato libri che sono stati apprezzati.

7. Sono io dell’opinione che essere oggi un vero scrittore è un po’ come trovarsi nel triste ruolo di soldato in prima linea: o fai fuori il tuo nemico o sarà lui a farti fuori, senza pensarci su una sola volta. Tu che ne pensi?

La penso come te ma mi sono sempre rifiutato di badarci, altrimenti non avrei scritto una sola riga. In me prevale l’opinione: chi mi ama mi segua e amici come prima. Sono fatalista, lo so, ma non intendo sparare addosso a nessuno. Se i miei ‘nemici’ mi fanno fuori sapendo di commettere un delitto gratuito, non sarò io ad avere la coscienza sporca e questo mi basta.

8. Quale sarebbe il tuo editore ideale, sempreché ce ne sia uno?

Uno di una certa consistenza che crede in quello che scrivo, tanto da investire i suoi capitali su di me. Siccome stento a trovarlo, mi sono trasferito su Lulu.com. Come ho detto prima: chi mi ama mi segua. C’è chi lo sta facendo.

Quattro stracci, una rupia
e una bambola di cartapesta (eBook – 1,30 €)

introduzione e postfazione di Giuseppe Iannozzi
Copyright: Felice Muolo
Pubblicato: 21 gennaio 2013
Lingua: Italiano
Pagine 82
Formato del file: PDF
Dimensioni del file: 1,65 MB

Costa meno d’un cappuccino. Acquista qui

ebook

Che aspettate dunque?
Non è proprio il caso di esitare o di farsi due conti.


con preghiera di diffusione

I tanti fuochi mai a salve di Pietrangelo Buttafuoco – recensione di Giuseppe Iannozzi

I tanti fuochi mai a salve
di Pietrangelo Buttafuoco

Giuseppe Iannozzi

Pietrangelo Buttafuoco - Fuochi - Vallecchi editore

Vallecchi editore

Pietrangelo Buttafuoco - Fuochi - Vallecchi editoreSeppur con spirito pirandelliano, una grattugiata di Pan degli Angeli per il Cavaliere ed Eugenio Scalfari non manca, personaggi agli antipodi ma neanche poi più di tanto – entrambi prigionieri dei ruoli da loro stessi scelti e portati avanti con indefessa caparbietà, una caparbietà napoleonica, talvolta buona e altre no.
Fuochi di Pietrangelo Buttafuoco fruga tra le tante miserie e le poche fortune dell’Italia degli italiani mettendo a nudo la dilagante ipocrisia, ignobile virtù uguale tanto a destra quanto a sinistra. Indulgente dunque parlando di Berlusconi: il ritratto che ne fa è di un Don Giovanni bene in arnese, di cui gli italiani sarebbero invidiosi; ma se il Cavaliere è quel che è e non è giustificabile il suo settuagenario machismo – che ben più di uno mette in serio dubbio –, ancor meno giustificabili sono quelle donnine allegre che gli si concedono soppesando con sguardo avido le sue parti basse, per constatare però coi loro propri occhi quanto è gonfio il portafoglio.
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Teti – Massimiliano De Menna. Bellezza e decadenza per il presente dell’uomo – recensione di Giuseppe Iannozzi

Teti – Massimiliano De Menna

Bellezza e decadenza per il presente dell’uomo

Giuseppe Iannozzi

Massimiliano De Menna - Teti

http://www.tulliopironti.it/teti.htm

TETI
Massimiliano De Menna

Tullio Pironti editore
Pagg. 148 – Isbn: 978-88-7937-604-4 – Prezzo € 12,00

acquista

Tullio Pironti EditoreTeti di Massimiliano De Menna (Tullio Pironti editore) è romanzo onirico di rara raffinatezza, che rinnova la pulsione della vita e della morte in Eros e Thanatos, secondo una declinazione freudiana, ma più spesso sconfinando in un decadentismo viennese à la Arthur Schnitzler. Massimiliano De Menna, rifacendosi al mito della Nereide Teti, sposa di Peleo e madre di Achille, porta sulla pagina le controverse e oniriche vicende di Marina e Rhodia.

Massimiliano De Menna

Tra le cinquanta Nereidi, era Teti la più bella. Concupita da Poseidone e dallo stesso Zeus, nessuno dei due contendenti l’ebbe; le Moire profetizzarono infatti che un giorno il figlio generato da Teti avrebbe conquistato una fama ben maggiore di quella del proprio padre. Poseidone rivolse così le sue attenzione alla sorella di Teti, Anfitrite, mentre Zeus scelse per sé Era. Il padre degli Dèi impose a Teti di far suo Peleo, uomo tenuto in gran considerazione da Zeus. Peleo, seppur onorato, faticò non poco per farsi accettare dalla bella Teti. Per riuscire a conquistare di Teti il cuore e l’anima, il nobile Peleo si dispose sulla spiaggia d’una piccola isola della Tessaglia, ben sapendo che la Nereide era solita cavalcare un delfino per poi andare a riposarsi in una grotta. Una volta che Teti cadde nel sonno più profondo, Peleo la fece sua, sfidando le sue tante trasformazioni, ora acqua ora fuoco, ora leone ora seppia. Alla fine Peleo ebbe ragione di Teti, ma dalla Nereide in foggia di seppia ricevette addosso un bel fiotto d’inchiostro. L’imeneo fra Teti e Peleo si fece sul monte Pelio, proprio di fronte alla grotta di Chirone il centauro. Alle nozze presero parte tutt’e dodici gli dèi dell’Olimpo, nonché le Muse, le Moire, i Centauri e le Nereidi tutte.
Da Peleo la Nereide Teti ebbe sei figli, che lei volle immortali immergendoli nel fuoco; tuttavia Achille, l’ultimo maschio nato dalla coppia, non fu reso immortale: Peleo intervenne e sottrasse il piccolo al rito magico. Solo il tallone del piccolo Achille fu pizzicato dal fuoco; ma a questo inconveniente fu presto posto riparo: Peleo, grazie all’aiuto del centauro Chirone, fece sostituire il tallone bruciato di Achille con quello del gigante Damaso, famoso per esser stato in vita corridore formidabile. Seppur invulnerabile nel corpo, non il tallone, unico punto debole di Achille piè veloce. Secondo un’altra versione, reggendo per un tallone il figlio Achille, Teti non ebbe modo di rendere invulnerabile per intero il piccolo immerso nelle acque dello Stige.

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Felix Leo – Massimiliano De Menna – Tullio Pironti editore

FELIX LEO

Massimiliano De Menna

Giuseppe Iannozzi

Felix Leo - Massimiliano De Menna

http://www.tulliopironti.it/felix-leo.htm

Felix Leo – Massimiliano De Menna
Tullio Pironti editore
1ma edizione 2011 – 132 pagine
Isbn: 978-88-7937-545-0 – Prezzo: 13,00 €

Leggi anche: Teti – Massimiliano De Menna – Bellezza e decadenza per il presente dell’uomo (recensione di Giuseppe Iannozzi)

Tullio Pironti EditoreLa storia ha le sue radici in Africa e nella memoria dell’incontro tra Muhammed Ali e Foreman nello stadio di Kinshasa. Il suo epilogo è in Europa, nel Pergamon Museum di Berlino, tra i reperti trafugati dal Reich al culmine della sua espansione: le mura di Babilonia, la via di Ishtar fiancheggiata dai leoni in mattoni smaltati a grandezza naturale. In fondo alla via della processione una figura gigantesca e primordiale apparve e irradiò II vero scacciando l’ombra: quella più ovvia, e la più recondita… Gilgamesh, il Dio, roteava nell’aria due leoni presi per le zampe come gatti. Allora, i centoventi – in un miraggio per quelli che accorrevano – presero vita; ramparono nel cielo e ruggirono impauriti dalla notte schiarita dai millenni. Tony Bardo ha una memoria visionaria e frammentata; ha un compito: rintracciare un bambino scomparso. Con la determinazione di una pallottola al bersaglio teme solo quella parte di sé che in azione si è lasciata dietro una scia di sangue. Sulla collina vi sono omicidi eccellenti, tutti marchiati da un cerchio rosso inciso sull’intero volto con un coltello. Esiste la verità che sveli a pochi, quella che riveli a nessuno, e una terza che non dici nemmeno a te stesso! Fino alla fine. Ma la fine è l’inizio dell’ultima avventura. E Tony Bardo si troverà ad affrontare la sua nuda essenza al culmine del suo percorso di amore e morte.

Massimiliano De Menna docente in Lingue e Letterature straniere, è scrittore, grafico, commediografo e saggista.
Inizia la sua attività nel 1976 con la graphic novel Trash edita da Linus, Albino, commissionato da «Inserto del Mattino», e L’Alieno. Seguono i racconti illustrati da serigrafie Diamonds, Erotika e Un minuto al Tramonto. Nel 1982 realizza per Rai Tre il Nir Pur, un film di animazione tratto dalla sua opera omonima. Tra gli altri lavori ricordiamo i romanzi Le pied Bot, Buonomo, La Vita e il Sogno, Il Volo del Cigno, il saggio Cronologia e Critica Opere Carl Barks, Pole Dance Eurology YT Book-Sisifo 2012, e i racconti autobiografici de Il Gran Commento. Ricordiamo inoltre la sua opera teatrale Time Out, prodotta da EuroParte per il «Napoli Teatro Festival Italia», Cronaca di un muro, La Gemma del Mago, La quarta quinta e !Non attaccare!.
Ha al suo attivo collaborazioni a sceneggiature teatrali e cinematografiche e produzioni di album di liriche in dialetto e in lingua.
Per Tullio Pironti ha pubblicato i romanzi L’Eretico (2004), Aurora (2007) e Felix Leo (2011).

Giuseppe Iannozzi. Intervista collettiva (AA.VV.) all’autore di ”Angeli caduti”. Leggila sul blog

Giuseppe Iannozzi

ANGELI CADUTI

Cicorivolta edizioni

Intervista collettiva all’autore di Angeli caduti

Giuseppe Iannozzi intervistato da Paolo D’Amato, Giovanna Amoroso, Viola Corallo, Mondidascoprire, Giovanni Agnoloni, Mauro Fodaroni e Cinzia Paltenghi.

Leggi l’intervista

con preghiera di diffusione

ANGELI CADUTI - GIUSEPPE IANNOZZI - CICORIVOLTA EDIZIONI

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Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

acquista dall'editore ''Angeli caduti'' di Beppe Iannozzi (Giuseppe Iannozzi)

Intervista collettiva a Giuseppe Iannozzi. Porgi le tue domande all’autore di ”Angeli caduti”

Intervista collettiva

a Giuseppe Iannozzi

Porgi le tue domande all’autore di ”Angeli caduti”

Hai letto ANGELI CADUTI di Giuseppe Iannozzi o ne hai sentito parlare?

Puoi rivolgere le tue domande all’autore sul suo blog o sulla sua pagina su Facebook.

Tutte le domande saranno pubblicate con le relative risposte per quella che sarà una intervista collettiva.

Grazie sin d’ora a quanti vorranno intervenire.

giuseppe iannozzi

microfono

Iannozzi Giuseppe - Angeli caduti - Cicorivolta edizioni

Iannozzi Giuseppe – Angeli caduti – Cicorivolta edizioni

con preghiera di diffusione

Giovanni Agnoloni recensisce “Angeli caduti” di Giuseppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni) su La Poesia e lo Spirito

Giovanni Agnoloni recensisce “Angeli caduti” di Giuseppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni) su La Poesia e lo Spirito.

Giovanni Agnoloni recensisce “Angeli caduti” di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni) su La Poesia e lo Spirito:

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/12/13/angeli-caduti-di-giuseppe-iannozzi

la poesia e lo spirito

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giuseppe Iannozzi, Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni)

Angeli caduti - Giuseppe Iannozzi (Beppe Iannozzi) - Cicorivolta edizioniAngeli caduti è un’opera multiforme. Una raccolta di racconti diversi per impronta e genere, ma tutti con in comune il tema straniante della Caduta, della deviazione da un percorso preordinato e prevedibile. Quella di Giuseppe Iannozzi è una sedimentazione (o una proliferazione) entropica che giustappone e shakera spunti di vita quotidiana che sanno di (e invitano a) un quieto raccoglimento laico, esplorazioni di territori weird e intuizioni (cyber)punk imbevute di profondità storica.

Non amo dare troppi dettagli delle opere che leggo, perché alla fine la trama è l’ultima cosa a contare. Questo è un libro fatto di sensazioni. È un coagulo di sangui diversi, un rinterzo di stili, generi e situazioni pertinenti ad ambiti artistici i più vari (anche pittorici e musicali). In questo senso, è un esempio di multimedialità pur nella “staticità” tradizionale del medium cartaceo. È di avanguardia pur senza esserselo prefisso.

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Giovanni Agnoloni – Sentieri di notte (Galaad edizioni) – Intervista all’autore di Giuseppe Iannozzi

Giovanni Agnoloni – Sentieri di notte (Galaad edizioni)
- Intervista all’autore di Giuseppe Iannozzi
.

Giovanni Agnoloni

Sentieri di notte

Intervista all’autore

di Giuseppe Iannozzi

Scheda editoriale:

http://www.galaadedizioni.com/schede/sentieridinotte.htm

Rassegna stampa:

http://giovanniag.wordpress.com/sentieri-di-notte-romanzo

Galaad edizioni

Giovanni Agnoloni - Sentieri di notteSinossi: Quale energia è racchiusa nel Chakra del Castello di Cracovia? E chi è Luther, l’androide che una notte del settembre 2025 si sveglia sulle sponde del lago di Lucerna accanto al cadavere del suo creatore? Un’oscura minaccia si profila all’orizzonte di un’Europa messa sotto scacco dalla Macros, multinazionale informatica che da Berlino ha preso il potere privando il continente di internet e dell’energia, mentre a Cracovia un’enigmatica nube bianca avanza inglobando la città. La salvezza sta nel cuore di quella nebbia, attraversata da uno studioso irlandese di teologia in cerca del suo passato, e nel viaggio verso la Polonia di Luther e del programmatore cieco Christoph Krueger. Un romanzo figlio della poetica del Connettivismo e di una lunga ricerca spirituale che mira al ritorno alla Fonte, a una fusione con la radice dell’Essere. Un viaggio viscerale tra l’Ombra e la Luce.

Sentieri di notte è il primo romanzo della collana “Larix”, diretta da Davide Sapienza. Dopo Nel cuore della Groenlandia di Fridtjof Nansen (2012) e prima di un’antologia inedita di scritti di Barry Lopez curata da Davide Sapienza in uscita nel 2013, quest’opera contribuisce a tracciare la visione della Collana che è dedicata all’esplorazione in senso geografico, umano e letterario.

L’opera è prenotabile sul sito dell’editore, www.galaadedizioni.com, e disponibile in tutte le librerie italiane e sui principali siti di commercio librario online.

Distributori: Medialibri Diffusione srl e Libro Co. Italia srl

1. Sentieri di notte (Galaad edizioni), Giovanni Agnoloni, è il tuo primo vero romanzo, una sorta di thriller ambientato in un futuro possibile. In quanto tempo, e soprattutto come hai maturato le idee contenute in Sentieri di notte?

- È stata una genesi lunga, un percorso che è iniziato circa sei anni fa, una notte stellata in un bar d’Oltrarno, a Firenze, quando mi venne l’idea per l’incipit. Poi per un bel po’ di tempo sono rimasto fermo ai primi tre capitoli, mentre venivo accumulando idee e spunti a sé, che pensavo destinati a formare racconti indipendenti. I fatti tragici successi nella mia vita tre anni fa – con la perdita della mia fidanzata – mi hanno posto di fronte al dolore, e mi hanno costretto a “stasare” un condotto creativo che era bloccato dalla paura. Da questa spinta – di cui peraltro avrei fatto volentieri a meno – sono nati sia il mio ultimo saggio, Tolkien e Bach, sempre edito da Galaad, sia Sentieri di notte, alimentato dai miei viaggi per l’Europa e dalle mie esperienze di scavo interiore, a fini terapeutici ma anche di crescita spirituale. I vari “racconti separati”, così, sono venuti evidenziando delle venature di connessione, delle assonanze e un’energia intima che le collegava. È stata una strada impegnativa, in cui le idee e le narrazioni nascevano spesso, per l’appunto, di notte, come dice il titolo. Forse, anzi, se il romanzo si chiama Sentieri di notte è – ci penso adesso per la prima volta – perché è frutto di percorsi miei, onirici e contemplativi, sviluppatisi soprattutto tra mezzanotte e le tre del mattino.

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”L’oasi del tramonto” di Bahaa Taher. Traduzione, cura e note all’edizione di Federica Pistono – Cicorivolta edizioni

L’oasi del tramonto
Bahaa Taher

traduzione, cura e note all’edizione di Federica Pistono

L'oasi del tramonto - Bahaa Taher

titolo: L’oasi del tramonto
autore: Bahaa Taher
Cicorivolta edizioni
collana: i quaderni di Cico
(traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono)
ISBN 978-88-97424-41-3
© 2012 – € 14,00 – pp. 348
in copertina, illustrazione originale
di Ilaria Grimaldi (www.ilariagrimaldi.it).

in evidenza

Leggi anche l’intervista a Federica Pistono a cura di Giuseppe Iannozzi

La storia, ambientata negli ultimi anni del XIX secolo, narra la vicenda del Governatore dell’oasi di Siwa, il maggiore Mahmud ‘Abd al-Zahir, pseudonimo di un personaggio realmente esistito. Come punizione per le sue implicazioni nella fallita rivolta urabista del 1882 contro l’invasione inglese dell’Egitto, Mahmud è nominato Governatore della splendida quanto remota oasi di Siwa, sede di un insediamento berbero nel cuore del deserto. Mahmud è accompagnato nella sua avventura dalla moglie irlandese Catherine, una studiosa di archeologia volitiva e determinata che, incurante di infrangere tabù millenari e di scatenare sul capo del marito la collera dei Siwani, persegue con pervicacia l’obiettivo di scoprire il sepolcro di Alessandro Magno, passato a Siwa per cercare dall’Oracolo di Amon la conferma della propria discendenza da Zeus.

(dalla “Nota introduttiva” di Federica Pistono)

Nota del traduttore
Federica Pistono (*)

L’oasi del tramonto è, attualmente, l’ultimo romanzo di Bahaa Taher, vincitore dell’International Prize for Arabic fiction nel 2008.
La storia, ambientata negli ultimi anni del XIX secolo, narra la vicenda del Governatore dell’oasi di Siwa, il maggiore Mahmud ‘Abd al-Zahir, pseudonimo di un personaggio realmente esistito. Come punizione per le sue implicazioni nella fallita rivolta urabista del 1882 contro l’invasione inglese dell’Egitto, Mahmud è nominato Governatore della splendida quanto remota oasi di Siwa, sede di un insediamento berbero nel cuore del deserto. Gli abitanti dell’oasi, caratterizzati da usi e costumi tanto antichi quanto singolari, nonché da una lingua incomprensibile, sono stati assoggettati dagli Egiziani solo recentemente, dopo secoli di indipendenza, e sono divisi tra loro in due clan rivali in perenne conflitto.
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Angeli caduti

Beppe Iannozzi

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Angeli caduti - Giuseppe Iannozzi (Beppe Iannozzi)Il parere dell’editore: La varietà e la profondità dei temi, degli spunti, gli argomenti, le chiavi interpretative, i soggetti,

i protagonisti, i conflitti e le aggregazioni transculturali dall’individuo a “Dio”, dalla strada alla privatezza interiore dell’animo umano e disumano, la geometrica destabilizzazione e ricomposizione del clash of civilizations, fanno di questo libro e di queste storie una testimonianza fra le più dinamiche e intense della nostra narrativa contemporanea.


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Angeli caduti - Beppe Iannozzi (Giuseppe Iannozzi)

Cicorivolta edizioni


Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00


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Renzo Montagnoli recensisce D’Amore 3 di RomanticaVany e King Lear sul suo sito Arte insieme.

D’AMORE 3 di RomanticaVany e King Lear

Renzo Montagnoli recensisce qui
il nostro libro sul suo bel sito Arte insieme

Renzo Montagnoli

Renzo Montagnoli

Renzo Montagnoli scrive: “E’ più che presumibile che gli autori abbiamo assaporato e inglobato il gusto della continuità, in una tematica piuttosto frequente in poesia, meno facile a trovarsi quando sia il frutto di un lavoro di coppia.
Ma più che d’amore, d’amore agognato, sognato, bramato, qui si comincia a vederne i risultati quando questo, ormai raggiunto senza che diventi necessariamente un’abitudine, si è ormai consolidato, dando forma a quella vita di coppia che è frutto di un’unione, formale o informale, comunque stabile e non occasionale”.

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D’AMORE 3
RomanticaVany
e King Lear (Iannozzi Giuseppe)

ISBN 978-1-4709-8451-9
Edizione: prima edizione
Editore: King Lear
Pubblicato il 29 novembre 2011
Lingua: Italiano
Pagine 118
Prezzo: € 9,80

D’AMORE 3 di RomanticaVany e King Lear. Le poesie d’amore e tutte le favole. Il meglio di noi

D’AMORE 3

di RomanticaVany e King Lear

clicca sulla copertina per vedere l’anteprima

Ti odio – di RomanticaVany

Odio il modo in cui scrivi
e la pelata che nascondi
ora sotto un cappellaccio ora in una bandana
Odio quella tua barba nera e pungente
Odio quando fissi la tua faccia davanti alla webcam
facendo smorfie e linguacce credendoti divertente
Odio i tuoi stravaganti stivalacci da cowboy
e quel tuo dono sì particolare di leggermi nella mente

Ti odio così tanto ma così tanto
che mi fai venir le caldane
Ti odio, mi fai persino scrivere poesie
per ammazzare la noia che mi divora

E poi ti odio quando hai ragione
Ti odio per gli orecchini da pirata
E ti odio quando menti
E odio anche quel tuo ridicolo doppiopetto

Odio pure i tuoi braccialetti da rockettaro
di seconda classe, se proprio lo vuoi sapere
E nemmeno reggo i crocefissi
e gl’angeli caduti che al collo ti leghi
come un condannato ai lavori forzati

Odio quando mi fai ridere
Ti odio anche di più
quando commossa mi fai piangere
Odio quando non mi sei attorno
e il fatto che tu non mi abbia scritto

Ti odio perché sei brutto
ma proprio brutto da far schifo
Mammina mia, non hai un minimo di grazia
né la pelle vellutata
Ma più di tutto odio il fatto
che non ti odio…
nemmeno quasi…
nemmeno un pochino…
Basterebbe un pochettino
ed invece niente di niente!

Dettagli del prodotto

D’AMORE 3
RomanticaVany e King Lear (Iannozzi Giuseppe)
ISBN 978-1-4709-8451-9
Edizione: prima edizione
Editore: King Lear
Pubblicato il 29 novembre 2011
Lingua: Italiano
Pagine 118
Prezzo: € 9,80